Saluti


Andrea Corvi
Presidente del Congresso

Sono molto lieto di poter annunciare il XIX Congresso della Società Italiana di Analisi del Movimento in Clinica che si terrà a Firenze dal 3 al 6 ottobre 2018. Nota come “Culla” del Rinascimento, Firenze attrae milioni di persone da ogni luogo per venire ad ammirare opere in cui il corpo e i suoi movimenti ne sono costantemente il motivo predominante.
Il 2018 vedrà Firenze “culla” del XIX Congresso SIAMOC: ricercatori da varie e sempre più integrate discipline sono invitati a portare i loro contributi su ciò che la scienza sta continuando a svelare di questa così complessa e affascinante espressione umana.

Anche quest’anno il Congresso permetterà un confronto costruttivo tra i ricercatori più esperti e quelli più giovani sui temi propri della Società Italiana di Analisi del Movimento in Clinica.
L’obiettivo del Congresso è quello di promuovere lo sviluppo e le applicazioni cliniche dei metodi strumentali di analisi della postura e del movimento per lo studio dei meccanismi fisiopatologici dei disordini motori, la diagnosi funzionale e la prevenzione delle patologie dell’apparato locomotore e per la pianificazione e la valutazione dell’efficacia dei trattamenti terapeutico-riabilitativi.
Particolare attenzione verrà anche rivolta verso tutti gli aspetti di supporto alla chirurgia protesica ortopedica e all’analisi delle fasi della riabilitazione.

La struttura del Congresso sarà quella classica, ormai ben rodata, che prevedrà un’alternanza di relazioni tenute da prestigiosi ricercatori che verranno invitati, con sessioni tematiche e sessioni poster in cui i ricercatori potranno illustrare le loro più recenti attività.
Sono previste inoltre sessioni congiunte con la SINC (Società Italiana di Neurofisiologia Clinica) e con la SIBOT (Società Italiana di Biomeccanica in Ortopedia e Traumatologia).
La mattina del primo giorno verranno anche tenuti tre corsi pre-congressuali su temi quali l’analisi delle cadute, le nuove procedure per le analisi delle prestazioni nello sport e l’integrazione della neurofisiologia con l’analisi biomeccanica del movimento.

Sarà anche molto importante la partecipazione delle aziende che, in appositi spazi, potranno mostrare ai congressisti le ultime novità della loro produzione.
Cercheremo di dare spazio agli aspetti conviviali, sempre importanti per favorire la reciproca conoscenza e lo scambio diretto di esperienza tra i partecipanti.

Il Centro di Riabilitazione IRCCS della Fondazione Don Carlo Gnocchi, che si trova alle porte di Firenze, ben raggiungibile dal centro città con mezzi pubblici e privati, sarà la sede del Congresso.

Sarà per me un grande onore potervi ricevere a Firenze, nella speranza di condividere con voi un’esperienza significativa di ricerca e innovazione.

 


 Maurizio Ferrarin
Presidente SIAMOC

È con particolare piacere che saluto il XIX Congresso nazionale della SIAMOC di Firenze. Perché ci accoglierà una città meravigliosa che il mondo ci invidia per i suoi tesori di arte e cultura. Ma anche perché il professor Andrea Corvi e il suo staff, coadiuvati dal Comitato Scientifico, stanno organizzando un evento di altissimo livello.

Sarà un’occasione ottima per tutti gli operatori del settore, siano essi ricercatori o professionisti sul campo, per conoscere e confrontarsi sulle ultime novità nel campo dell’analisi strumentale del movimento e sulle sue applicazioni in clinica. Sarà inoltre l’occasione, per i più giovani, di incontrare i massimi esperti a livello internazionale, ma anche di far conoscere alla comunità scientifica italiana i risultati delle proprie attività. Come negli anni precedenti, il congresso SIAMOC sarà inoltre un importante momento di scambio tra chi sviluppa gli strumenti e le metodologie di analisi del movimento e coloro che le utilizzano nella pratica clinica e professionale, scambio virtuoso che permette di orientare al meglio gli sviluppi tecnologici e di risolvere problemi applicativi concreti.

Del resto lo scambio transculturale e intergenerazionale sono tra i principali obiettivi della SIAMOC ed è per questo che anche quest’anno, nel Consiglio Direttivo, abbiamo deciso di offrire un buon numero di borse congresso per facilitare la partecipazione di giovani ricercatori. Durante il congresso verranno poi assegnati i tradizionali premi per i migliori lavori di carattere clinico e metodologico, cui verrà anche proposta una procedura fast-track per la pubblicazione su rivista internazionale. A questi si aggiungono i premi stage presso laboratori italiani e stranieri, offerti da aziende e rivolti a giovani ricercatori. Infine, al congresso di Firenze verranno consegnati i premi di laurea SIAMOC, quest’anno differenziati per laurea triennale e per laurea magistrale.

Il grande sforzo per l’organizzazione del congresso nazionale si accompagna alle innumerevoli iniziative formative che la SIAMOC propone durante l’anno: corsi di interpretazione dei dati, corso sull’EMG di superficie, corso Challenge di analisi del cammino, giornata dei laboratori. Inoltre, per favorire l’interesse verso questa disciplina anche nei non addetti ai lavori, proponiamo da quest’anno dei minicorsi divulgativi gratuiti di mezza giornata, da tenersi in tutte le regioni italiane, su richiesta di specifiche realtà locali: ospedali, università, IRCCS, centri clinici e altri enti interessati. Per ogni dettaglio potete visionare il sito SIAMOC.

Sono davvero grato a tutti coloro che contribuiscono a queste iniziative con la propria competenza e professionalità e in particolare ringrazio il Presidente del Congresso e il suo staff, i Comitati scientifico e organizzativo,  l’IRCCS della Fondazione Don Gnocchi di Firenze che ci ospiterà dal 3 al 6 ottobre. Ma dato che il successo di un congresso dipende, oltre che da una organizzazione competente e scientificamente valida, anche dalla vivacità della partecipazione dei congressisti, vi invito calorosamente a essere parte attiva del XIX Congresso SIAMOC e a inviare i vostri contributi scientifici.

Buon lavoro e arrivederci a Firenze.

 


Prof. Luigi Dei
Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Firenze

Benvenute e benvenuti al Diciannovesimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Analisi del Movimento in Clinica. E’ un grande piacere per me porgere il saluto a nome dell’Università degli Studi di Firenze e mio personale. Ringrazio la Fondazione don Carlo Gnocchi per l’ospitalità in questa meravigliosa sede e la sua Direttrice Scientifica professoressa Maria Chiara Carrozza che a breve terrà la Lectio Magistralis. Nell’introdurre questo Congresso, vorrei brevemente soffermarmi sul tema che caratterizza questo incontro: il movimento. E’ particolarmente significativo svolgere una riflessione su questo tema a pochi mesi ormai dal cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci, quell’inarrivabile genio che afferma “il movimento è la causa della vita”.

Il dizionario della lingua italiana Treccani così definisce il movimento: in generale con movimento s’indica un cambiamento di posizione di una “cosa” rispetto a un’altra, inclusi pensieri e cose astratte. Ebbene, questo cambiamento di posizione ci accompagna tutta la vita, a partire dalla natura che ci circonda, nel suo costante e perenne evolversi, dalle nostre origini, da come ciascuno di noi fu generato: noi siamo qui grazie al movimento, alla incredibile danza sfrenata di milioni di spermatozoi! Uscirono in tanti in un momento di grande gioia e piacere: volevano conquistare lei, cellula uovo, lontanissima e apparentemente inarrivabile. Ed erano pieni di movimento, correvano all’impazzata, una gara frenetica dove avrebbe vinto uno solo. Il movimento, dunque, generatore della nostra meravigliosa individualità.

Il movimento è nell’aria che ci circonda e nell’acqua che copre oltre il 70% della superficie del nostro pianeta, ma anche nella poesia del grande Lucrezio: la forza sfrenata del vento sferzi il mare e travolga grosse navi e disperda le nuvole, e talvolta, percorrendo con rapinoso turbine i campi, grandi alberi vi abbatta e sparga, e contro le vette dei monti si avventi con raffiche che schiantano le selve. Tanto infuria con fremito violento e imperversa con minaccioso rombo. Il potere della parola, evocativa del movimento: forza sfrenata, sferzare, travolgere, disperdere, percorrere, turbine, abbattere, spargere, avventarsi, schiantare, raffiche, infuriare, fremito violento, imperversare, minaccioso rombo. Movimento disordinato di volumi d’aria che produce fischi, sibili e fruscii. Rumori della natura, non suoni. Può l’aria muoversi più ordinata? Certo, ed ecco la meraviglia della musica: melodie, armonie, canti, ossia aria che ha deciso di muoversi in modo periodico, ondeggiante, sincrono e garbato. Un movimento ordinato che può evocare, fantasticamente, il movimento disordinato del vento, come nel finale del poema sinfonico La mer di Claude Debussy, che si conclude con il dialogo del vento e del mare e che ha sottotitolo agitato tumultuoso. Il mare in movimento, come nel quadro di William Turner The Shipwreck Date (1805): la pittura, emblema e quintessenza della fissità e quindi antinomica al movimento, diventa acqua, aria, uomini, barche, canne da pesca in frenetica agitazione. Tutto si muove agitato dalle forze della natura, creatrici di movimento.

Insomma, questo movimento sta un po’ dappertutto. Chissà che non stia in un’altra arte, distillato di stasi e pesantezza: la scultura. Anche le opere marmoree o bronzee statiche e fisse? Macché! Niente affatto. Guardate la meraviglia del Ratto delle Sabine del Giambologna. Due angolature, tutto si muove in questo star fermo dei corpi. Osservateli bene, tesi nel movimento. Incredibile, no? Sono i punti di vista multipli che fan muovere la statua. La statua ci costringe a muoverci per apprezzare il suo plastico movimento. La statua non si muove, ma lo spettatore sì. Guardate bene questi corpi, fermi eppure quasi danzanti nello spazio visivo. Sì, questa idea della danza di statue marmoree mi piace molto, perché evoca di nuovo il movimento e c’introduce a un’altra arte: la danza.

Qui il movimento è reale, ritmico, armonico e son corpi umani viventi e dalle movenze perfettamente sinuose. Dagli umani scolpiti dal Giambologna che evocano movimento, al movimento reale di corpi maschili e femminili guidati dal ritmo della musica. Corpi in grado di farci immergere in mondi fantastici, sognanti e immaginifici, i mondi delle fiabe. Favole che ci trasportano nelle magie delle nostre piccole menti di fanciulle e fanciulli in crescita: Cenerentola, La bella addormentata nel bosco, Schiaccianoci, Uccello di fuoco, con le emozioni da brividi che sgorgano dalle movenze delle ballerine e dei ballerini. Grazie alla danza si riesce, come suggestiona il pittore Edgar Degas, a dipingere il movimento della gente e delle cose che ci consola. E senza questa arte – sempre parafrasando Degas – le foglie degli alberi non si sarebbero mosse, gli alberi sarebbero rimasti infinitamente tristi e la loro tristezza sarebbe stata la nostra.

Le fiabe ballate, il movimento che narra di cose fantastiche e sognanti. La fiaba che rende l’irrealtà realista. Come chiosava Jean Cocteau, anche il cinema possiede il sogno di rendere l’irrealtà realista. Il movimento nel cinema, la decima musa di Cocteau. Il movimento è la quintessenza del cinema. Danza e cinema hanno quindi in comune immagini o corpi in movimento. Il movimento del cinema è rapidissimo, migliaia di fotogrammi in movimento così veloce da darci l’impressione del continuo, insomma del fluire della vita, anch’essa caratterizzata da milioni di fotogrammi in movimento, dal primo vagito all’ultimo respiro. Fiabe, immagini moventesi su lenzuola bianche, corpi danzanti, corpi viventi: insomma, il movimento della vita che si distilla in storie, cioè la letteratura! Ho cercato di evidenziare le mille proprietà del movimento e come esso si declini, oltre che nella natura, in ambiti artistici dove forse

non vi aspettavate di trovarlo. E poi lo abbiamo visto dialogare e contrapporsi alla staticità. Dalla staticità, dunque, al movimento e viceversa: un esempio eclatante? Prendete un pezzo di legno che parla, emette suoni, fa muovere l’aria e poi, gradualmente, con articolazioni e snodi, comincia a muoversi e si prepara a vivere una storia unica. Quando le gambe gli si furono sgranchite, Pinocchio cominciò a camminare da sé e a correre per la stanza; finché, infilata la porta di casa, saltò nella strada e si dètte a scappare. … Quello che accadde dopo, è una storia così strana da non potersi quasi credere, e ve la racconterò in quest’altri capitoli.

Dai movimenti del burattino ai movimenti delle storie che si traducono in movimenti della realtà, quella realtà che si snoda nel tempo, altro meraviglioso regista di movimento e che ci porta alla penultima suggestione, ossia al movimento nel teatro, quel teatro che muove il tempo. Nel teatro si sta fermi due o tre ore e siamo catturati da storie che durano lo stesso tempo, o tempi più dilatati ancora e che si svolgono in quel momento rievocando altri momenti. Insomma, tanti anni, un giorno, due ore: tempo che si muove con compressioni e dilatazioni impensabili.

A teatro possiamo conoscere il nostro o altrui passato di lunghi anni in un giorno, il movimento di azioni e gesti già storia rivisitato, scoperto e narrato, in una manciata di minuti, dal palcoscenico verso le nostre menti e i nostri cuori. Pensate, potremmo avere di colpo consapevolezza di un’orrenda verità nascosta che, grazie al movimento dei ricordi, emerge con tutta la crudezza e la forza dirompente di un Edipo.

Dopo questa passeggiata un po’ sognante a cavallo del movimento, che spero abbia alimentato in tutti voi pensieri ed emozioni, vi saluto con l’ultimo volo che non poteva che riguardare il movimento dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Ritornando alla definizione della Treccani, con la quale ho iniziato il mio movimentato omaggio al movimento in onore di uno dei più grandi artisti dei nostri tempi, cito: cambiamento di posizione di una “cosa” rispetto ad un’altra, inclusi pensieri e cose astratte. Sì, movimento anche di pensieri e cose astratte e quindi di emozioni, quelle emozioni che rendono la nostra vita un’avventura unica. E allora ritorniamo a Leonardo rivisitato dal pittore Kandinskij: “il movimento è vita. La vita è movimento. L’anima cresce, come il corpo, grazie all’esercizio. Ella cresce come il corpo grazie al movimento. Grazie della vostra attenzione.

DATE UTILI

  • marzo 2018: Call for Abstracts e apertura iscrizioni
  • 15 maggio 2018: Termine per l’invio degli abstract
  • 31 maggio 2018: Nuovo termine per invio Abstracts!
  • 30 giugno 2018: Comunicazione accettazione abstracts
  • 5 luglio 2018: Nuova data di accettazione abstracts
  • 31 luglio 2018: Termine per le iscrizioni a quota ridotta
  • 21 settembre 2018: Termine ultimo per le iscrizioni
  • 26 settembre 2018: NUOVA DEADLINE PER LE ISCRIZIONI

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